Technological watch

Le bioplastiche crescono ma non decollano

I dati sul mercato delle plastiche biobased, insieme ad alcune previsioni, sono stati diffusi nel corso della European Bioplastics Conference di Berlino. 3 dicembre 2025 09:13

All'ormai tradizionale appuntamento europeo della filiera delle bioplastiche, la conferenza di European Bioplastics, anche quest'anno sono stati presentati i numeri del settore e le proiezioni per gli anni a venire, elaborati con il supporto della società tedesca di consulenza ambientale nova-Institute.

Partiamo da un dato di scenario: considerando tutte le plastiche prodotte ogni anno nel mondo, quelle biobased valgono appena lo 0,5%, e la loro crescita negli ultimi anni, pur positiva, è ancora insufficiente perché si possa parlare di una reale alternativa ai materiali fossili.

La capacità produttiva di plastiche biobased, biodegradabili e non (per esempio il polietilene da bioetanolo o le poliammidi da olio di ricino) a livello globale si attesta intorno a 2,3 milioni di tonnellate, anche se la produzione effettiva vale poco più del 72% delle capacità, ovvero 1,67 milioni di tonnellate. I tassi di utilizzo variano però in modo significativo secondo il tipo di polimero, tra il 28% e il 100%.

In Europa, il tasso di utilizzo delle capacità quest'anno è stato leggermente più alto della media, il 73%, ma in forte decremento rispetto al 96% del 2024, indicatore di una crisi in atto nel vecchio continente, anche perché quella globale è salita, nello stesso periodo, dal 63 al 72 percento.

Le stime per la crescita del mercato a livello globale - come sempre ottimistiche - indicano che la capacità potrebbe raggiungere quasi 4,7 milioni di tonnellate nel 2030, con una buona progressione nei prossimi quattro anni e una stabilizzazione a partire dal 2029 (vedi grafico in alto). Rispetto alle previsioni diffuse l'anno scorso (leggi articolo) si tratta di un milione di tonnellate in meno.

L'Europa ha perso la sua centralità: la produzione è stimata quest'anno in 240.000 tonnellate, quasi equamente suddivisa tra plastiche biodegradabili e non.
In percentuale, è poco meno del 15% del totale, a fronte del 55% dell'Asia e del 17% del Nord America.

Passando alle diverse tipologie di bioplastiche, a livello globale quelle biobased e biodegradabili rappresentano il 42% del totale, con un peso preponderante del PLA (23%); i polimeri di origine biologica, ma non biodegradabili, sono ancora la maggioranza (58%), con una distribuzione più omogenea tra poliammidi (21%), poliesteri (20%) e poliolefine (14,5%).

La principale applicazione si conferma l'imballaggio, con il 41% dei consumi globali di bioplastiche, pari a 950.000 tonnellate, in diminuzione rispetto al 2024.
È invece in crescita il segmento automotive e trasporti, con il 10% del totale, pari a 240.000 tonnellate.

"La prossima fase di crescita del mercato delle bioplastiche dipenderà da politiche chiare e stabili che incentivino innovazione e investimenti - commenta Hasso von Pogrell, Managing Director di European Bioplastics -. Con la nuova agenda europea sulla bioeconomia che riconosce esplicitamente le bioplastiche, sarà fondamentale disporre di una regolamentazione coerente per liberarne pienamente il potenziale nei diversi settori industriali."

Vedi anche: grafici e dati sul sito di European Bioplastics

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Publication date: 03/12/2025

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